Paola Turani, il racconto del parto: «L’esperienza più dolorosa e incredibile»

Paola Turani

L’infleuncer, che venerdì 8 ottobre ha dato alla luce il suo primo bambino, Enea Francesco, ha ripercorso su Instagram le ore del travaglio. «Quanta forza abbiamo noi donne in quel momento», ha scritto, ringraziando il marito, Riccardo Serpella, le amiche e le ostetriche.

La promessa, suggellata all’indomani del parto, con una storia Instagram, è stata mantenuta. Paola Turani, che l’8 ottobre ha dato alla luce il suo primo bambino, Enea Francesco, ha affidato ai propri canali social il racconto di quella «esperienza dolorosa e incredibile» che è il parto. «È iniziato tutto alle 18 di giovedì, quando ho rotto le acque, qualche piccola contrazione gestita tranquillamente insieme a Veronica, la mia ostetrica, e poi dalle 20 (mentre la mia amica Melissa mi massaggiava per alleviare il dolore) le contrazioni sono diventate sempre più forti e ravvicinate», ha cominciato l’influencer, che agli stessi social ha affidato anche il racconto di un percorso comune a tante e taciuto dai più: la lunga strada che da una prima diagnosi di infertilità può portare ad una gravidanza.

«Dalle 22, il picco del dolore: sul divano, sdraiata con Gnomo accanto che mi osservava, cercando di respirare assecondando il dolore, sono scoppiata in un pianto disperato. Intanto, Ricky faceva scorte di ghiaccio, unico rimedio che mi dava sollievo. Alle 22.30 ci prepariamo per andare in ospedale. Arriviamo pochi minuti prima di mezzanotte, alle 00.10 ero dilatata di 5cm», ha scritto ancora la Turani, che nel mezzo delle contrazioni non ha saputo né voluto rinunciare alla cena. «Ravioli time», l’ha chiamata. «Alle 00.20 non c’è stato nemmeno più il tempo di fare l’epidurale perché ero già di 10 cm e quindi pronta per le spinte. (Io: “Noo! Non funziona così! E l’epidurale?”. Nulla. Non c’è tempo). E qui la parte più incredibile, una sensazione che ricorderò per tutta la vita con Ricky» Serpella, sposato nel luglio del 2019, «Che gridava (ma io gridavo di più): “Forza amore, si vede la testa, ci sei quasi”».

«Dopo trentacinque minuti circa di spinte, con in sottofondo la canzone Meraviglioso amore mio, il primo pianto di Enea e ogni dolore sparito (più o meno). Mamma mia, che potenza, l’esperienza più dolorosa e incredibile al tempo stesso! Quanta forza abbiamo noi donne in quel momento», ha ricordato la Turani, ringraziando ogni figura, professionale e non, che l’abbia accompagnata nel viaggio della gravidanza.

Paola Turani, il racconto del parto: «L’esperienza più dolorosa e incredibile»ultima modifica: 2021-10-12T14:01:43+02:00da vita-vip
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